Posts Tagged ‘canzone’

Lago del tempo

Novembre 18, 2009

questo ucciderà quello
annerirà il pane
segneremo le porte
sarà piscio di cane

ma non serviranno uomini
anche se faranno la loro
che sarà loro la sorte
come per talpe e cavedani

nel lago del tempo.

mentre là sotto ci aspettano fossili
preartropodi memori della marea
che per milioni di anni vinse gli asfalti:
trilobiti (granulazioni e scheletri)

la tua paura in migliaia di anelli.

tutto quello che vedi è già pietra: mie, milioni di cellule
di libellule e rane in acque torbide
una pianura un tempo golfo a mare aperto:
verrà a prenderci e ci saremo
verrà a sommergerci e sarà un ritorno

il lago del tempo.



Corteccia

Novembre 13, 2008

e tu mi chiedi cosa è il mio vuoto
io ti rispondo di un mattino
che lascia immoto e muto.

deraglia un malincuore, strappa
quest’uomo trapassandolo di lato:
un pesce nell’ammazzatoio,
un fabbro che batte eterno,
un gorgo che travolge
e tiene illuso e infermo.

ma tu mi chiedi cosa è il mio vuoto,
io ti rispondo senza affanno
di un silenzio puro e scompagnato.

sei tu l’albero fuggito
che nasceva dal mio stomaco
e risaliva penetrando il corpo:
un respiro occupato di rami e foglie,
di sogni e voglie, corteccia dalla carne
ad afferrare un cielo senza forme.

ma tu mi chiedi cosa è il mio vuoto
io ti rispondo di un mattino
che lascia immoto e muto:
un mattino che lascia immoto e muto,
immoto e muto…

14 maggio 2008: ilsensodellecose – reading-concerto di Luca Barachetti + ivonne_gut

Maggio 7, 2008

14 maggio 2008 – ore 21.00
Circolo ARCI Delta/House di Torre Boldone (Bg)
via Borghetto 8 (ingresso gratuito con tessera ARCI)http://www.myspace.com/deltahousebg

 ILSENSODELLECOSE

Luca Barachetti (parole, voce)
http://ilsensodellecose.wordpress.com
+
ivonne_gut (corde, electronics)
http://myspace.com/ivonnegut

 

Poesie e racconti. Glitch elettronici e frammenti blues. Storie d’amore che sbranano e paesi sbranati dall’avanzata dei centri commerciali. La scoperta della morte nella realtà di ogni giorno e un viaggio in Israele e Palestina che rafforza alcune idee e ne scardina altre. Su tutto la voglia di ricordare ed evocare, con un unico fine: provare a dare un senso alle cose che ci stanno intorno.

ilsensodellecose è una reading-concerto che Luca Barachetti (parole, voce) e Alessandro Adelio Rossi ‘ivonne_gut’ (corde, electronics) terranno il 14 maggio al Circolo ARCI Delta/House di Torre Boldone (Bg). Sul palco i testi di Luca Barachetti tratti dal blog http://ilsensodellecose.wordpress.com accompagnati dalla musica di ivonne_gut (http://myspace.com/ivonnegut).

 
Luca Vittorio Barachetti scrive poesie e racconti da quando aveva quattordici anni. Nella vita fa il giornalista musicale. Con Alessandro Rossi e Fabrizio Colombi porta avanti il progetto noise-blues Bancale. ilsensodellecose (http://ilsensodellecose.wordpress.com) è il blog dove raccoglie ciò che scrive e fotografa.

ivonne_gut è un progetto di Alessandro Adelio Rossi, musicista attivo da fine anni novanta. Ha suonato per diversi anni in un gruppo psichedelic-progressive con all’attivo due produzioni. Con IG ha partecipato alla compilation Vegetable Man Project 10″ 2005 Ovni Records. Ha preso parte alle registrazioni del disco “L’estetica del cane” di Dario Antonetti e ha composto la colonna sonora dello spettacolo teatrale “Non sparare agli usignoli”. Con Luca Barachetti e Fabrizio Colombi forma il gruppo Bancale.

Coproduci

Maggio 4, 2008

il mattino ti sveglia ed è già tremendo alzati anche se è stata una notte sull’inferno l’anima registra e riproduce sempre il peggio che ti abitua a sette e mezza di mal di testa di caffelatte fermo e freddo nello sterno: è il colore delle pozzanghere che sull’asfalto ti aspettano. ma non puoi fermarti perché tu produci anzi

coproduci.

all’incrocio il semaforo è rosso e non vedi nessuno perché non provi a sfidarlo e vada come vada ma l’immagine di un santo ti guarda dal cruscotto e tu non senti niente e il niente è il tuo qualcuno: sono le otto e non sei sola al mondo c’è un girotondo la fuori che grida aiuto. ma devi andare avanti che tu produci quando

coproduci.

ricordi il sabato la spesa il suv di tuo marito il vostro silenzio sui sedili spezzato da un dito che batte sulla portiera ed è un martello di rito fino alla sera cocaina per tuo figlio: in un’ipotesi di strage correrà il suo miglio intanto che gli mostri il tuo male dicendogli produci ma non sai che tu

coproduci.

e all’improvviso ti fermi e non senti neanche i clacson il cielo piove ed è il tuo pianto come un masso che ti trascina dal marciapiede al ponte, sono le nove e sotto un fiume scorre cercando proprio la tua altezza: pensare ai bilanci non ti servirebbe, ora sciogli i tuoi lacci e compi la tua scelta. non è vero non produci hai capito solo ora che

coproduci.

Crepa

Aprile 8, 2008

 

ora prendi le tue quattr’ossa ed esci
o rimani ed entra nel tempio scarso di quest’uomo.
o fuori o dentro: la soluzione è
rosari di scariche
orgasmi di terra contro figli di cemento.

uccidere è un buon modo di fingerti
ma non sarò l’animale arrabbiato ferito
ma la ferita nel tuo animale vertebrale,
o lasciati trovare nel volo degli angeli
tra i pesci azzurri a scopare nei porti.

la terra trema per l’aratro del tuo cuore
per il tuo fegato appaltato ad insegne brillanti.
tutto ti scivola interno scivolando negli istanti
ma è inchiodata al mattino la paura di perderci.

la soluzione è
rosari di scariche, arrivare nella polvere
e romperci per rompere.

crepa.

Megattera

Marzo 30, 2008

è un porto che non conosco
quello dove poter partire
per un buon posto per un ricordo –
prendi le lance ma io non vengo
ancora…

non esce il Capitano, questa nave
non parte, la tiene dalla prora
una mano di madre, una trave
è la mia schiena infilzata
alla mia ora,

bada a te stesso, uomo.

nella bocca d’acqua si cade
come dentro una secchia
di mondo brutto, crolla un pezzetto
e il resto è tutto nella buca:
nel legno, ti aspetto nel legno

Luca.

Megattera
è la parole femmina
che devo scacciare
per pronunciare ancora

mare
mare

mare
mare.

Crinale

Marzo 17, 2008

una spada che divide, io sono
la mia spada che divide:
che esplode sulle pianure
che scalcia paure come bestie
che spezza attrattive e teste,
i tuoi soldi sogni giorni
che azzardi sprechi e perdi.

qui è il mio odio, qui è il tuo chiodo
e quattro saranno la tua croce
che il sangue è la mia voce
e mi lascia attento in piedi:
là dove pace non vedi
ma solo bene e male,
perché non c’è pace ma solo bene e male.

in open space, give me my hate,
a hate in face, give me my hate.

un crinale di fuoco, uno spacco di carne
che è il mio fuoco addosso di lame e fiamme,
la ferita da cui nasco scintillante e duro:
d’odio e sangue una giustizia, un muro.

in open space, give me my hate,
a hate in face, give me my hate.

a Clint Eastwood.

Corteccia

Marzo 11, 2008

e tu mi chiedi cosa è il mio vuoto
io ti rispondo di un mattino
che lascia immoto e muto.

deraglia un malincuore, strappa
quest’uomo trapassandolo di lato:
un pesce nell’ammazzatoio,
un fabbro che batte eterno,
un gorgo che travolge
e tiene illuso e infermo.

ma tu mi chiedi cosa è il mio vuoto,
io ti rispondo senza affanno
di un silenzio puro e scompagnato.

sei tu l’albero fuggito
che nasceva dal mio stomaco
e risaliva penetrando il corpo:
un respiro occupato di rami e foglie,
di sogni e voglie, corteccia dalla carne
ad afferrare un cielo senza forme.

ma tu mi chiedi cosa è il mio vuoto
io ti rispondo di un mattino
che lascia immoto e muto:
un mattino che lascia immoto e muto,
immoto e muto…

Cardiaco

Marzo 5, 2008

di nulla prima
di nulla dopo
bad-break cardiaco
senza scopo.

una roulette che amo
una roulette che odio
una polvere in fiato
di una polvere in mano.

un assassino del cazzo
un assassino del cazzo
che non ha spiegato
niente di sano.

lo spero ma non lo sento, il vuoto
come un padre cattivo ma mutilato
che mi vuole scarafaggio muto
ma mi scopre lupo digrignato.
ho sbranato la ragione e il senso
mi trovo malato ma molto intenso,
ho sbranato la ragione e il senso
mi trovo malato ma molto intenso.

di nulla prima
di nulla dopo
bad-break cardiaco
senza scopo.

Se un dio ha fatto questo mondo, non vorrei essere quel dio: la miseria del mondo mi spezzerebbe il cuore.
(Arthur Schopenhauer)

Dolore

Marzo 4, 2008

questo è un dolore che non amo né venero
ma tengo stretto al fianco, mio
come un veleno da bere per non farsi avvelenare.
tenere aperti gli occhi e resistente il cuore:

è l’unghia che valica la carne la mia natura,
il mio unico senso da maledire per chiamarlo amore,
per sentirmi finalmente abbandonato e respirare.

ma dove corre l’Adam che non prevede
né controlla il bene, uomo di sé stesso
e non altro che nasce solo da smorfia di dolore
e violazione di acqua e sangue, di carne e pene:

non basteranno droghe e tecniche,
non troveremo premi e prediche.
vita-morte-vita per sopravvivere,
un fiero e rabbioso esistere
di sopportazione e limite,
di sopportazione e limite…

Luis Buñuel

Febbraio 18, 2008

senza di noi porteranno rose
quasi rare sembianze di Chanel,
contro le mie bizzarrie di cavi
e le nostre fantasie di jack.

la bellezza del vento
ti scompigliava il decolté,
e la tua genialità di Pernaud
sulle labbra, i preservativi sulle sedie brillanti, ed io
audiotecnico tra i tecnici ignoranti…
fossi stato invece Fassbinder,
il tuo Luis Buñuel,
almeno l’apatia del cielo
di un tuo nude-set,
avrei scartato tutta la lontananza
e il grande dolore della pornografia.

senza di noi portarono rose
quasi rare sembianze di Chanel,
contro le mie bizzarrie di cavi,
e le nostre fantasie di jack:

ma io… fossi stato Luis Buñuel…

Cavalli

Febbraio 12, 2008

nella nebbia un casotto di pietra
nel casotto una gabbia di ferro
nella gabbia i conigli slattati
a morire da soli in natura.

in cantina i salami rimasti
sulle travi le corde ammuffite
sulla ghiaia carcasse di pelli
a sfiancare i topi impazziti.

è questa la fine:
un intreccio metallico
un passaggio di appesi,
e voi da che libro venire cavalli scalcianti?

un colpo inesperto una volta non uccise il maiale
e mezzo sgozzato ed irato
faceva tempesta, benediva di sangue muraglie:
scappavano tutti dal maiale-tempesta.

gli assolti da imbroglio
vedranno le nuvole,
io spero saranno scannati:
e voi da che libro venire cavalli scalcianti?

dovrei stare devoto alla Logica,
a san Giorgio e al cavallo:
un santo e una bestia, dietro un profeta sfiatato.
ma quanta salvezza ci manca: ad esempio restare immortali

e voi da che libro venite, cavalli scalcianti?
e voi da che libro venite, cavalli scalcianti?
e voi da che libro venite, cavalli scalcianti?

Il senso delle cose (non-Uomo)

Gennaio 29, 2008

io sono le cose da esse sono nato
tra loro la mia misura.
di cose il mio spazio di cose il mio tempo
di cose il meglio e il peggio.
la carne incisa dalle cose
lo spirito immaginato e terso:
dalle cose l’assoluto, l’irrisolto, 
un verso estratto
un senso eterno.

iena l’Istante mi addenta
Subito mitraglia ieri
spegne futuro e pensieri.
Memoria duole e non manca
l’eterno presente freme
l’eterno presente tiene.

ma le cose oggi sfuggono
attraversano nascite e non le tieni
trascinano spazi che non ricordi
annullano tempi in cui non c’eri.
ed è meglio più cose ed è peggio di meno
che in cose su cose credi ma non speri
che di cose su cose muori ma non vedi.
Rivelati nel Nuovo dimentica Umano
l’Apocalisse è nel NON accanto all’uomo
l’Apocalisse è nel NON accanto all’uomo

iena l’Istante mi addenta
Subito mitraglia ieri
spegne futuro e pensieri.
Memoria duole e non manca
l’eterno presente freme
l’eterno presente tiene.