Corteccia

Novembre 13, 2008

e tu mi chiedi cosa è il mio vuoto
io ti rispondo di un mattino
che lascia immoto e muto.

deraglia un malincuore, strappa
quest’uomo trapassandolo di lato:
un pesce nell’ammazzatoio,
un fabbro che batte eterno,
un gorgo che travolge
e tiene illuso e infermo.

ma tu mi chiedi cosa è il mio vuoto,
io ti rispondo senza affanno
di un silenzio puro e scompagnato.

sei tu l’albero fuggito
che nasceva dal mio stomaco
e risaliva penetrando il corpo:
un respiro occupato di rami e foglie,
di sogni e voglie, corteccia dalla carne
ad afferrare un cielo senza forme.

ma tu mi chiedi cosa è il mio vuoto
io ti rispondo di un mattino
che lascia immoto e muto:
un mattino che lascia immoto e muto,
immoto e muto…

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