già passeggiavo putrido in RomaMarket
per l’inpiccionamento merdoso dei marmi, dei sampietrini:
tutto era violento, BELLIFUGO:
tutto mi grattugiava via il buongusto (praticamente un COSMOcesso!):
ma ecco finalmente l’ingresso ai Musei Vaticani!
c’era una codaglia meltingpotica di mandolinati,
d’inpizzati dal «Quanto-sei-bbella-Roma!»:
una gastrocrapula unica, e quindi totalmente meltingdispotica,
di stranieri protoitaliani:
Baschi maionesi, Inglesi in-zuppati di crema,
iperunzioni di mani tra foto Cinesi ai birroGermani
e una Venezuelana-gallinante scema
allimonata a un wusterbellimbüster in mostra:
poco lontani, quattro similafricani sodomizzati
a vomitare i cucchiai riscaldati.
e nella parte migliore, in altre parole in culo alla coda,
s’apprestavan da ore al loro Giudizio Universale
quattro monolipidi ambulanti
recitando (a mani unte e giunte) una Pai d’oro di giaculatorie croccanti,
e un Adamo-magnaccio scopriva l’amore
in due ispezioni (prensili) a sottane:
ma nessuno (NESSUNO!), in via dei Bidoni,
si accorse di tutti i Michelangelo Buonarroti infecondi: a puttane!
Roma nates mundi!








