Milano nel tuo nome

Milano nel tuo nome
non c’è come non ci sono io
nei sottopassi nei parties
affollati e solitari
nelle grida d’aiuto
che sono l’unica aria
dei centri commerciali.

ti chiami pietra viva,
carta carbone, fiume scabro;
pronunciano il tuo nome
parole di terra e fuga;
sei il barbaro al confine
che ucciderà lavando
questi giorni a ustione fredda
a tradimento a contratto.

Milano non è nel tuo nome
e ti vede in una sola lunga ombra,
ma tu la cancelli.

(la religione del mio tempo)

dio è morto
quando mike bongiorno
ha lasciato la ruota della fortuna.

i pacchi sono solo scaramanzia:
flavio insinna è il nostro padrepio.

Nella fine

e nella fine non è terra e mare
ma solo mare e testa: la mia testa
sulle spalle le anche il busto
braccia e gambe dove finire.

non mi tuffo, sono immerso e annego
perché qui è annegare senza terra
e tocco la mia testa, la mia kippah di capelli:

un cespuglio sotto il cielo

(senza dio).

Un paese II

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.

(Cesare Pavese)

 

Una volta soltanto

Assomoir II

Pianta

Assomoir I

Albero di natale II

Ti prende il buio